Ci sono cose che non entrano in nessuna altra categoria. Pensieri che arrivano a metà strada tra un viaggio e una conversazione, riflessioni che nascono leggendo un libro o guardando fuori dal finestrino, storie personali che vale la pena raccontare non perché siano straordinarie, ma perché sono vere.

Questo è il mio diario. Il posto meno ordinato e più onesto del blog.

Qui scrivo di me, ma non nel senso del resoconto quotidiano. Scrivo di ciò che mi colpisce, di ciò che mi fa arrabbiare o sorridere, di ciò che mi costringe a fermarmi e a pensare. Le esperienze che mi hanno cambiato qualcosa, anche di poco. Gli incontri che non dimentico. I luoghi che mi hanno lasciato una domanda aperta. I momenti in cui la vita ordinaria ha mostrato qualcosa di straordinario, o quelli in cui lo straordinario si è rivelato più ordinario di quanto sembrasse.

C’è anche un filo che attraversa molte di queste pagine: i diritti, la società, il modo in cui le persone convivono e si trattano. Non con la pretesa di chi ha le risposte, ma con la curiosità di chi continua a fare domande. Sulla giustizia e sull’ingiustizia, su ciò che funziona e su ciò che si potrebbe fare meglio, su quei temi che qualcuno preferisce non toccare e che invece mi sembra importante non lasciare nel silenzio.

Un diario, in fondo, è questo: la traccia di come una persona guarda il mondo in un certo momento della sua vita. Questo è il mio momento. Queste sono le mie tracce.

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Il senso della vita, riflessioni personali

Quello che sta nel mezzo

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